Invito alla Bellezza

“La bellezza ferisce, ma proprio così essa richiama l’uomo al suo Destino ultimo”. Questa espressione dell’allora card. Ratzinger costituisce il più efficace invito a visitare la mostra “Il Vangelo secondo Giotto. La Cappella degli Scrovegni” che si inaugura questo sabato e resterà aperta fino a domenica 8 gennaio nell’Oratorio di San Macario.

Perchè la bellezza ferisce?

Ferisce perchè attrae, induce a seguirla e in tal modo ridesta il nostro desiderio, alimentando la speranza e strappandoci al nulla della solitudine e del ripiegamento su noi stessi. Spesso le nostre giornate sono piene di cose da fare, di rapporti freddi o superficiali così che facilmente si insinuano la noia e/o la violenza, perfino nei più giovani, sollecitati a desiderare mille cose, ma non ciò che può essere adeguato alla profondità del cuore, che è esigenza di felicità, di amore, di verità, di giustizia, di bellezza. Per questo l’incontro con l’arte costituisce un momento fondamentale nella vita della persona e della società, perchè “può diventare il colpo del dardo che ferisce l’anima e in questo modo le apre gli occhi” (Ratzinger).

Da secoli, però, l’arte è ridotta a pura estetica, ad analisi e descrizione dell’opera “in termini nozionistici e asettici” (Timothy Verdon). A fare le spese di tale approccio è tutta l’arte, divenuta fine a se stessa e perciò privata della sua finalità: ridestare nell’uomo il desiderio della Bellezza infinita. L’artista, infatti, ha ricordato Giovanni Paolo II nella Lettera agli artisti, è immagine del Creatore e al servizio di quella bellezza senza la quale il mondo cadrebbe nella disperazione.

Tale sorte non ha risparmiato, anzi ha colpito particolarmente l’arte sacra, tolta, sovente anche fisicamente, dal suo contesto e dalla sua funzione originaria fino a risultare spesso incomprensibile perchè ha perso il suo legame con la memoria storica e la tradizione. Ne consegue il venir meno di un patrimonio di immagini, di segni, di simboli che per secoli hanno forgiato la coscienza e l’identità del nostro popolo e sostenuto le ragioni della sua speranza e costruttività.
La mostra “Il Vangelo secondo Giotto” fin dal titolo intende proporre uno sguardo integrale sugli affreschi della Capella degli Scrovegni (che Vittorio Sgarbi ha definito “la Divina Commedia di Giotto”), perchè il visitatore sia guidato a scorgere nella bellezza della forma l’invito alla Bellezza che il cuore attende.

Eugenio Dal Pane
Il Nuovo Diario Messaggero,
26 novembre 2005

Invito alla Bellazza: Il vangelo secondo Giotto
"La bellezza ferisce, ma proprio così essa richiama l’uomo al suo Destino ultimo..."
Card. Ratzinger
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