Giotto e la Festa del Perdono
Dal sedicesimo secolo la storia di Melegnano si identifica con quella della Fiera del Perdono, legata all’indulgenza plenaria concessa il 20 gennaio del 1563 da Papa Pio IV. Alla base della concessione del Perdono per Melegnano “sta il desiderio forte della Chiesa e del Papa che portò a termine il Concilio di Trento (1545-1563) di diffondere il senso della preghiera penitenziale e con essa stabilire un confronto tra la nostra vita quotidiana e il Vangelo. Per questo l’unico modo per capire il significato e la preziosità spirituale di questa indulgenza è quello di assistere di persona all’esposizione della Bolla il giovedì santo di ogni anno” (don Cesare Amelli).
Ben presto la Festa del Perdono diventò anche fiera popolare, con il suo corredo di bancarelle di prodotti alimentari, la contrattazione di animali e frutti della terra, l’accorrere della folla dal circondario. Il mercato degli animali, bovini, cavalli e maiali, diventò famoso ben oltre i confini dello Stato di Milano.
Nel XVIII e XIX secolo, mentre il Milanese e la Lombardia (possedimenti spagnoli) passavano dapprima agli austriaci, poi ai francesi per confluire definitivamente nel Regno d’Italia, la connotazione agricola della Fiera rimase predominante, legata d’altro canto con un filo diretto alla tipologia economica del territorio, dove l’attività rurale e zootecnica sono prevalenti.
È il Novecento a salutare le prime novità quando, gradualmente, si cominciano a costruire altri eventi di richiamo attorno al mercato e allo scambio degli animali. Nel 1923 viene istituito il primo Comitato per la Fiera del Perdono, che punta ad ampliare a tre giorni la durata delle celebrazioni del Giovedì santo proprio allo scopo di promuovere le attività commerciali del territorio anche al di fuori dei confini cittadini. Nel 1934 in piena campagna fascista per la battaglia del grano, contestualmente alla festa viene indetta la “Prima grande rassegna agricola del Melegnanese”.
Dal 1946, concluso il secondo conflitto mondiale e in un nuovo clima politico e sociale, la Fiera cambia volto più nettamente; si smorzano i contenuti religiosi, parallelamente a un processo generale di secolarizzazione della società, e assumono sempre più rilievo quelli della ricreazione. Per la prima volta, proprio nel 1946, si introducono nel programma, accanto a mostre e a rassegne zootecniche, altre manifestazioni: mostre di pittura e fotografia, gare sportive, eventi filatelici.
Questa evoluzione è proseguita fino ad oggi, quando però la dimensione “festaiola” dell’evento non è più a discapito di quella religiosa, che è stata riscoperta nella sua autenticità, così come sono state scoperte nuove dimensioni importanti, a partire dall’attenzione al patrimonio della città e del suo ruolo sul territorio, che ha proprio nella Festa del Perdono il suo momento più importante e significativo.
In tale contesto si colloca la mostra Il Vangelo secondo Giotto. La Cappella degli Scrovegni promossa dall’Amministrazione Comunale di Melegnano, assessorato all’Istruzione, insieme alle scuole della città, in collaborazione con Itacalibri. Attraverso questo capolavoro del Trecento italiano ed europeo, frutto di una genialità pittorica che influenzò generazioni di artisti, la 443a Fiera del Perdono melegnanese vuole essere festa che attraverso l’amore e il gusto per l’arte ricrea l’umano. Appunto, festa del perdono.
